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Come nasce l’Associazione Italiana per il turismo Adventure e Outdoor: intervista al fondatore Lucio Costa

Crescita e frammentazione: se ci fossero delle parola che potessero riassumere lo stato del turismo outdoor & adventure in Italia sarebbero proprio queste. Il settore abbraccia attività ed esperienze che si appoggiano frequentemente alla domanda generata dal turismo – tanto incoming quanto domestico – ma allo stesso tempo i suoi confini si stemperano nel settore sportivo, da cui si è originato. 

Oggi abbiamo l’opportunità di parlarne con Lucio Costa, fondatore dell’Associazione italiana per il Turismo Adventure & Outdoor, che ci racconterà il dietro le quinte della storia dell’associazione. 

 

Ciao Lucio, grazie di essere qui con noi. 

Ti andrebbe di presentarti e raccontarci quale percorso personale e/o professionale ti ha condotto a fondare Asso Adventure Outdoor in Italia?

Il percorso che mi ha portato a creare l’associazione si lega ad elementi sia di carattere professionale sia personale. 

Ho da sempre svolto attività legate all’adventure e outdoor: da giovane praticavo l’alpinismo in tutte sue declinazioni, dal free climbing all’arrampicata su pareti di ghiaccio; all’università mi sono avvicinato alle attività outdoor legate al mare e sono diventato skipper professionista, ho svolto regate, son stato armatore di una barca a vela tecnica, arrivando a conoscere anche i campi di regata di livello nazionale. 

Dal lato puramente professionale, ho svolto principalmente un percorso accademico in geologia, con una laurea e un dottorato di ricerca in scienze della terra a cui sono seguite le abilitazioni professionali. 

 

Il tuo legame con la vela e l’alpinismo è forte ancora oggi. 

In effetti, nasco prima come utente e conoscitore di esperienze adventure e outdoor: nel caso della vela, la mia è stata anche un’attività professionale oltre che sportiva ed è un’esperienza che oggi mi aiuta nella gestione dall’alto dei diversi interessi che la nostra associazione rappresenta. 

C’è molta similitudine tra l’andare per mare e in montagna. Al di là delle tecniche, che sono chiaramente diverse (condurre una barca non è arrampicarsi), i principi che sottostanno a questo tipo di attività adventure e outdoor sono gli stessi: 

  • Preparazione fisica
  • Competenze tecniche
  • Grande senso di responsabilità verso sé stessi e verso le persone che si portano in giro
  • Rispetto per l’attrezzatura e per l’ambiente

 

Soprattutto per il settore adventure e outdoor, la sostenibilità è uno dei principi cardini attorno a cui dovrebbero ruotare tutte le esperienze all’aria aperta. 

Esatto ed è un principio cardine anche per l’associazione. Crediamo che tutte le attività legate al turismo adventure e all’outdoor in generale in Italia debbano necessariamente partire da un’ottica di responsabilizzazione nei confronti dell’ambiente e del contesto di svolgimento delle attività. 

Per migliorare la direzione dell’associazione in questa direzione, mi è di grande aiuto l’abilitazione al Green Project Management che ho conseguito e le cui competenze spero di avere modo di trasmettere ai soci: c’è molto lavoro da fare per rendere il settore unito anche su questo aspetto. 

 

Di fatti, l’associazione deriva fondamentalmente da una necessità sentita anche dai tuoi colleghi.

L’associazione nasce come spin-off di un altro progetto che sarebbe dovuto andare ad abbracciare tutti i tipi di esperienze Adventure & Outdoor in Italia, non soltanto dal punto di vista turistico. Già ai primi passi ci siamo resi conto di quanto fosse difficile muoversi nel settore proprio per la mancanza di un punto di riferimento. Ci siamo resi conto anche di quanto il settore è effettivamente molto disarticolato. Per questo abbiamo messo il primo progetto in standby per avviare un progetto ancora più ambizioso come la creazione della prima associazione di categoria in Italia che si propone in primis come punto di aggregazione e di riferimento per gli operatori, per combattere la frammentazione del settore adventure e outdoor in Italia. 

 

Quale tipo di fornitori di esperienze outdoor e adventure rappresenta l’Associazione? 

L’associazione nasce per supportare tutte quelle attività che normalmente ricadono o nell’ambito del turismo oppure che hanno una connotazione autonoma più legata allo sport. Si parla di esperienze come quelle legate all’alpinismo, cicloturismo ma anche vela, sport acquatici o d’aria. L’idea è portare tutto il settore dell’adventure e outdoor a qualificarsi come una vera e propria categoria con voce propria e univoca. 

 

La situazione attuale pone delle sfide importanti agli operatori del segmento Adventure e Outdoor in Italia. Qual è il tuo miglior consiglio agli operatori in questo momento? 

Occorre ricordare che il settore ha una potenzialità enorme proprio perché l’interesse continua a crescere verso le attività all’aria aperta in tutte le sue declinazioni (dal mare alla montagna) e a vario titolo (agonistico e non, con la famiglia o con gli amici, etc.).

Consiglierei agli operatori di specializzarsi, di puntare a organizzarsi sempre al meglio, di collaborare per sviluppare un network di valore; di continuare a tutelare il territorio in cui operano, ora più che mai. 

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